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Eccomi

Utente: giacabi

chi sono
Sono un ex vagabondo che ha avuto la grazia, durante il suo vagabondare di incontrare degli amici di Gesù che gli hanno mostrato la Bellezza della vita, quello che il suo cuore da sempre cercava. Ora sono diventato un pellegrino con lo sguardo rivolto alla “Roccia splendente” anche se spesse volte riabbasso lo sguardo verso terra col rischio di perdermi in vicoli ciechi; ma appena rialzo la testa vedo gli amici e la meta, di nuovo la realtà riprende forma e colore.



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mercoledì, 31 ottobre 2007

Domandare è la ricchezza di chi non ha niente
***

«Vieni, Signore,
e non permettere che io ritorni alla monotonia alle insignificanze di tutti; anzi, fammi essere un cuore che non lascia tregua al cuore dì nessuno».

Prima di tutto,
coloro che avvicinerai - chiunque siano - li guarderai e, guardandoli, gli fisserai il cuore;
e loro sentiranno che, guardandoli, tu gli fissi il cuore;
allora si ribelleranno, faranno tutti gli scherzi per liberarsi da questo laccio e mentiranno contro di te per potersene liberare.

Invece tu devi chiedere; di fronte al Mistero c'è una sola cosa che l'uomo che viene dal niente, nudo come uscì dal ventre dì sua madre, può fare: domandare -è la differenza del bambino dall'animale: chiede-, pregare,domandare, domandare di entrar sempre più nel Mistero, di affondare sempre più nel Mistero……
Non so come dirlo in un altro modo, ma domandare è la ricchezza di chi non ha niente
.
Di nostro cosa abbiamo?
La potenza di chi non ha niente è il domandare.
Come san Giovanni quando ha posto la testa sul cuore di Gesù nell'ultima cena: era un domandare

Don Giussani Si può vivere(veramente?!)così- BUR

a P.

Postato da: giacabi a 18:41 | link | commenti
preghiere, mistero, giussani

LA SCOMMESSA SU DIO

Un aiuto per scommettere (in chiave umoristica)

***

"Che ne potete sapere voi di cosa rappresentano per me i peperoni. La prova provata dell'esistenza di Dio. Sono anni che porto i peperoni a sostegno della certezza che Dio esista.
Il ragionamento è dei più semplici, elementare perfino: immaginate i miliardi di galassie che al momento siamo riusciti a configurare, immaginate che alla periferia! di una di quelle galassie i ci sia la Terra e sulla terra la vita con la sua straordinaria complessità. Immaginate adesso che dopo aver cercato tutto ciò ci si  sia accorti che mancava qualcosa:
i peperoni! E si provveda.
Beh, non è fantastico tutto questo, non è forse degno della potenza divina, ché lei sola avrebbe potuto non smarrirsi in quell'intrigo di creature, in questa congerie di piante ed animali e capire cosa mancava alla perfezione, il tocco finale, la griffe dell'artista? Dopo aver organizzato un simile circo, Domeneddio SI deve essere detto: "Caspita, qui mancano i peperoni, il loro colore, il loro profumo! E che schifezza di Creazione stavo per autenticare!?" Sì, lo so, vi sento già dire che queste sono stupidaggini, che lo stesso discorso si potrebbe fare per qualunque altra cosa…
Beh, provate a farmela, la vostra contestazione. Obiettatemi: "E i carciofi, allora? E le patate? Vi risponderei: "Ecco, bravi, avete visto che anche voi siete capaci di trovare le prove dell'esistenza di Dio?" E voi restereste confusi.
O meglio, sareste restati confusi fino a poco fa, fino a che Carlo non mi ha mostrato i peperoni "fasulli" verniciati in Olanda perché ora non avrò più il coraggio di lanciarmi in un ragionamento così spericolato, senza l'adeguato conforto di un buon piatto di peperonata in prospettiva, come premio meritato alla mia fede. Non c'è più religione."
 

 Bruno Lauzi

Postato da: giacabi a 14:06 | link | commenti
senso religioso

LA SCOMMESSA SU DIO

Un aiuto per scommettere

***

«Ignoro chi mi ha messo al mondo e cosa sia il mondo, e cosa io stesso. Mi trovo in una terribile ignoranza di tutte le cose, non so cosa siano il mio corpo, i miei sensi, la mia anima e quella stessa parte di me che pensa ciò che dico, che riflette su tutto e su se stessa, e non si conosce più di quanto conosca il resto. Io vedo questi spaventosi spazi dell'universo dentro cui sono rinchiuso, mi trovo come afferrato a un angolo di questa vasta estensione, senza sapere perché io mi trovi qui piuttosto che altrove, né perché quel poco di tempo che mi è stato concesso di vivere sia in un punto piuttosto che in un altro di tutta quell'eternità che mi ha preceduto e che mi seguirà.

Non vedo che infinità da ogni parte, che mi rinchiude come un atomo e come un'ombra che dura un solo istante.

Tutto ciò che so è che tra breve dovrò morire, ma ciò che maggiormente ignoro è proprio quella morte che posso evitare.

Così come non so da dove vengo, non so dove vado, so solo che uscendo da questo mondo cadrò per sempre nel nulla o nelle mani di un Dio incollerito, senza conoscere quale di queste due condizioni sarà la mia sorte eterna. Ecco la mia condizione, piena di debolezza e incertezza. Da tutto ciò deduco che devo dunque passare ogni giorno della mia vita senza pensare a ciò che mi capiterà. Forse potrei trovare qualche chiarimento ai miei dubbi, ma non voglio preoccuparmene, né fare un solo passo per cercare; anzi, disprezzando quelli che si macereranno in questa preoccupazione, andrò incontro, incurante e senza paura, a questo grande avvenimento, mi lascerò docilmente condurre alla morte, incerto sull'eternità della mia condizione futura».

Chi si augurerebbe di avere per amico un uomo che parla in questo modo? Chi lo sceglierebbe per confidargli i propri problemi? Chi ricorrerebbe a lui nei momenti difficili?

E infine a quale impiego può essere destinato nella vita?

A dire il vero la religione può gloriarsi di avere per nemici uomini così irrazionali; e la loro opposizione è così poco pericolosa che, al contrario, serve a confermare le sue verità. Perché la fede cristiana si riduce quasi esclusivamente ad affermare queste due cose: la corruzione della natura e la redenzione di Gesù Cristo.

 B. Pascal:  I Pensieri

Postato da: giacabi a 09:02 | link | commenti
pascal, senso religioso

La scommessa su Dio

Un aiuto per scommettere

***

Nel bridge, mi dicono,
si deve giocare a soldi,"altrimenti il gioco non è serio".
Qui è la stessa cosa, a quanto pare.
La dichiarazione - Dio o nessun Dio, Dio buono o Sadico Cosmico, vita eterna o nulla -
non è seria se non c'è una posta di qualche valore.
E solo fino a che punto sia seria lo si scopre solo quando le puntate diventano paurosamente alte, quando si capisce che la posta in gioco non è un pugno di gettoni o di monetine, ma la nostra intera ricchezza.
Niente che sia meno di questo può scuotere l'uomo (non, almeno, un uomo come me)
dalle sue riflessioni meramente verbali e dalle sue convinzioni meramente immaginarie.

C.S.Lewis Diaro di un dolore

Postato da: giacabi a 07:57 | link | commenti
lewis, senso religioso

martedì, 30 ottobre 2007

La realtà

***

Poca osservazione e molto ragionamento conducono all'errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità»

Alexis Carrel  da:Riflessioni sulla condotta della vita

illusione in movimento

Postato da: giacabi a 16:16 | link | commenti
bellezza, reale

La filosofia come stupore

***

Nella filosofia e nel pensiero moderni, il dubbio occupa la stessa posizione centrale che occupò per tutti i secoli prima il thaumàzein dei greci, la meraviglia per tutto ciò che è in quanto è.

Descartes fu il primo a concettualizzare questo dubitare moderno, che dopo di lui divenne il motore evidente .. e dato per scontato che ha mosso tutto il pensiero, l'asse invisibile sul quale si è incentrato ogni pensare. Propri come da Platone e Aristotele fino all'età moderna, la filosofia, nei suoi maggiori e più autentici rappresentanti è stata l'articolazione dello stupore di fronte a ciò che è, così la filosofia moderna, da Descartes in poi, è consistita nelle articolazioni e ramificazioni del dubbio.

Hannah Arendt   da: Vita activa

Postato da: giacabi a 15:48 | link | commenti
bellezza, arendt, avvenimento, senso religioso

La sedia di Péguy

***

«Un tempo gli operai non erano servi. Lavoravano. Coltivavano un onore, assoluto, come si addice a un onore. La gamba di una sedia doveva essere ben fatta. Era naturale, era inteso. Era un primato. Non occorreva che fosse ben fatta per il salario o in modo proporzionale al salario. Non doveva essere ben fatta per il padrone né per gli intenditori né per i clienti del padrone. Doveva essere ben fatta per sé, in sé, nella sua stessa natura. Esigevano che quella gamba fosse ben fatta. E ogni parte della sedia che non si vedeva era lavorata con la medesima perfezione delle parti che si vedevano. Secondo lo stesso principio con cui costruivano le cattedrali». E sono solo io - io ormai così imbastardito - a farla adesso tanto lunga. Per loro,  in loro non c'era allora neppure l'ombra di una riflessione. il lavoro stava là. Si lavorava bene. Non si trattava di essere visti o di non essere visti. Era il lavoro in sè che doveva essere ben fatto."

Charles Péguy

 

Postato da: giacabi a 14:38 | link | commenti (2)
bellezza, cristianesimo, peguy

La misericordia di Dio  

***

«Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de' suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande.». Manzoni  I Promessi sposi

 

Postato da: giacabi a 14:20 | link | commenti
chiesa, dio , manzoni

L’iniziativa

***


 

parole e musica di Claudio Chieffo

In fondo io non c’ero e Lui mi ha creato,
io non esistevo e Lui mi ha amato,
in fondo ha preso Lui l’iniziativa e allora che paura abbiamo?
Non c’era la luce, non c’era il colore,
non c’era l’amicizia, il tempo e l’amore,
in fondo ha preso Lui l’iniziativa e allora che paura abbiamo?
Solo l’ingratitudine ci fa dimenticare
che Dio non incomincia se non per terminare…
Solo l’ingratitudine ci fa dimenticare
che Dio non incomincia se non per terminare…
In fondo tu non c’eri, non ci saremmo mai incontrati
Se Dio che ci ha voluti non ci avesse amati
in fondo ha preso Lui l’iniziativa e allora che paura abbiamo?
Ed ora non ci resta che una cosa da fare:
seguire la sua strada e cominciare a lavorare
,
per primo Lui ci ha amati fino in fondo
e adesso ci regala il mondo
e adesso ci regala il mondo.

Postato da: giacabi a 14:09 | link | commenti
canti, chieffo

La speranza viene dal Signor

***

"Solo i codardi chiedono al mattino della battaglia il calcolo delle probabilità; i forti e i costanti non sogliono chiedere quanto fortemente né quanto a lungo, ma come e dove abbiano da combattere.
Non hanno bisogno se non di
sapere per quale via e per quale scopo, e sperano dopo, e si adoperano, e combattono, e soffrono così, fino alla fine della giornata, lasciando a Dio gli adempimenti."

 

Cesare Balbo

Postato da: giacabi a 12:41 | link | commenti
speranza, fede

Il cuore dell’uomo

 batte per l’Infinito

***

 

E non è forse vero che le vostre amicizie più durevoli sono nate nel momento in cui finalmente avete incontrato un altro essere umano che aveva almeno qualche sentore (sebbene vago e incerto anche nei migliori amici) di quel qualcosa che desiderate fin dalla nascita e che cercate sempre di trovare, di vedere e di sentire, sotto il flusso di altri desideri e in tutti i temporanei silenzi tra le altre passioni più forti, notte e giorno, anno dopo anno, dall'infanzia alla vecchiaia? Non l'avete mai posseduto. Tutte le cose che hanno mai posseduto profondamente la vostra anima ne sono state solo degli indizi - barlumi allettanti, promesse mai completamente realizzate, echi che si spegnevano subito appena vi arrivavano alle orecchie. Ma se questa cosa dovesse veramente manifestarsi - se mai dovesse sentirsi un'eco che non si spegnesse subito ma si espandesse nel suono stesso - voi lo sapreste. Al di là di ogni possibilità di dubbio direste: "Ecco finalmente quella cosa per cui sono stato creato". Non possiamo parlarne gli uni con gli altri. E' la firma segreta di ogni anima, l'incomunicabile e implacabile bisogno, la cosa che desideravamo prima di incontrare le nostre mogli, i nostri amici o prima di scegliere il nostro lavoro, e che desidereremo ancora sul nostro letto di morte, quando la mente non riconoscerà più né moglie né amico né lavoro. Mentre noi esistiamo, questa cosa esiste. Se la perdiamo, perdiamo tutto.

    C.S. Lewis, da Il cielo

 

a P.

Postato da: giacabi a 12:09 | link | commenti
amore, dio , bellezza, lewis, senso religioso

Tratto da: 

http://www.santamelania.it/arte_fede/matisse/matisse.htm#titre4

Il senso religioso in Matisse

***


La risposta di Matisse ad  una lettera a Monique, ormai sr. Jacques-Marie

"Voi vivete la vostra vita spirituale nella luce. Ed io? Io non vivo che per la luce e sono stato a cercarne una nuova sfumatura agli antipodi [10]... La sottomissione, l'ho anch'io, è per questo che ho potuto essere insultato da tutti i critici d'arte per più di 20 anni, poiché io ero sottomesso alla volontà divina, piuttosto che ai gusti di un pubblico che si basava su delle abitudini meccaniche indegne di una creatura d'origine divina o abitata da una particella divina donata ad ogni essere. Il Signore ha detto: “Fuori della Chiesa non c'è salvezza” [11]. La mia strada non si è precisata così. Io sono stato condotto (molto modestamente) pertanto ed io l'ho constatato solamente in questi ultimi anni, guardando a ritroso il mio cammino, a considerarmi come destinato dall'Altissimo a risvegliare nello spirito degli altri uomini la visione delle cose, che conduca ad una elevazione dello spirito, fino a giungere al Creatore. Io obbedisco io lo credo fermamente – al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. La mia contemplazione non può essere soltanto di ammirazione ma deve essere attiva, mettendo in moto tutte le risorse dello spirito per creare il mezzo più diretto per elevare lo spirito dei miei simili verso una regione che li faccia uscire dalla loro bassa condizione umana soprattutto dall'interesse “del guadagno per il guadagno” con il quale si pensa di poter tutto comprare. Voi pregate per me. Ve ne ringrazio. Domandate a Dio di donarmi nei miei ultimi anni la luce dello spirito che mi tenga in contatto con Lui, che mi permetta di far giungere la mia carriera lunga e laboriosa allo scopo che io ho sempre cercato; rendere la Sua gloria evidente ai ciechi per un nutrimento esclusivamente terrestre... Il bisogno di rispondervi mi ha obbligato a trovare, nel mio più profondo, delle cose che io non formulo mai con pensieri, che non provo il bisogno di comunicare agli altri... Io vado in questo momento, come tutte le mattine, a fare la mia preghiera, con la matita in mano, davanti ad un melograno coperto di fiori nei diversi stadi della fioritura e spio la loro trasformazione, facendo questo non con uno spirito scientifico ma compenetrato di ammirazione per l'opera divina. Non è questo un modo di pregare? Ed io non faccio che (ma, in fondo, io non faccio niente, perchè è Dio che conduce la mia mano) rendere evidente per gli altri l'intenerimento del mio cuore"

Henri Matisse

 


H.Matisse e sr.Jacques-Marie

Postato da: giacabi a 08:31 | link | commenti
matisse, senso religioso