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chi sono
Sono un ex vagabondo che ha avuto la grazia, durante il suo vagabondare di incontrare degli amici di Gesù che gli hanno mostrato la Bellezza della vita, quello che il suo cuore da sempre cercava. Ora sono diventato un pellegrino con lo sguardo rivolto alla “Roccia splendente” anche se spesse volte riabbasso lo sguardo verso terra col rischio di perdermi in vicoli ciechi; ma appena rialzo la testa vedo gli amici e la meta, di nuovo la realtà riprende forma e colore.
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Scuola esegetica di Madrid *** Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.Essi, quindi, si propongono di risolvere le ambiguità e le apparenti contraddizioni che si presentano nel testo greco dei Vangeli, spiegandole come errori introdotti nella traduzione dall'aramaico. Alcuni esponenti di questa scuola sono Mariano Herranz Marco, José Miguel García e Julián Carrón. Gli studiosi in generale concordano che i Vangeli siano stati scritti utilizzando alcune fonti preesistenti, alcune delle quali molto probabilmente erano scritte in ebraico o in aramaico (si veda l'articolo Nascita dei Vangeli). La scuola di Madrid assume questa ipotesi come base del proprio lavoro e la sviluppa sistematicamente, tentando di ricostruire la "versione originale" aramaica di numerosi passi evangelici, concentrandosi in particolare su quelli più oscuri e controversi. Il libro di José Miguel García che riassume il lavoro fin qui svolto, in termini comprensibili per i non specialisti, è stato recentemente tradotto in italiano con il titolo La vita di Gesù nel testo aramaico dei Vangeli. Riportiamo alcuni dei problemi che i biblisti della scuola ritengono di avere spiegato:
L'esistenza di testi originali in aramaico ha anche un impatto diretto sul problema della data di composizione dei Vangeli: questi testi, infatti, devono essere stati scritti nell'ambito della primitiva comunità cristiana di Gerusalemme, la quale si disperse prima del 70, quando la città fu occupata dai Romani. Nel libro La vita di Gesù nel testo aramaico dei Vangeli si fa riferimento a due passi della seconda lettera ai Corinzi, scritta prima dell’autunno del 57 d.C., in cui san Paolo parla di un Vangelo già scritto e circolante fra le comunità e cita espressamente Luca come il suo estensore. |
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Orissa: migliaia di sfollati e nuove vittime, continua la strage dei cristiani *** da: www.asianews.it di Nirmala Carvalho Bhubaneswar (AsiaNews) – A una settimana dall’inizio delle violenze in Orissa migliaia di persone, la maggior parte delle quali cristiane, sono ancora nascoste nella foresta o hanno trovato rifugio nei campi di accoglienza predisposti dal governo. Secondo le ultime cifre vi sarebbero almeno 6mila sfollati nei campi profughi e 5mila persone nascoste nelle foreste attorno a Kandhamal, ma la cifra dei rifugiati potrebbe presto toccar quota 10mila. Oggi a Bhubaneswar, di fronte alla sede del governo statale dell’Orissa, è in programma una manifestazione di protesta organizzata dagli attivisti del Global Council of Indian Christians (GCIC), che fa seguito alla chiusura delle scuole cattoliche di ieri in tutta l’India. Circa 25mila istituti hanno chiuso i battenti, mentre studenti e insegnanti marciavano in maniera pacifica per le strade del Paese chiedendo la fine delle violenze contro i cristiani. Intanto continua ad aumentare il numero delle vittime delle violenze: “Abbiamo ricevuto informazioni attendibili – denuncia Sajan George, presidente del GCIC – in base alle quali le vittime sarebbero almeno 100, nelle zone segnate dalla violenza continuano a spuntare cadaveri mutilati o corpi bruciati”. L’attivista cristiano chiede, al contempo, le “dimissioni in blocco” di tutto il governo dell’Orissa incapace di fermare i massacri contro la comunità cristiana e ne riporta un esempio: “A Bakingia – denuncia Sajan – le famiglie di Daniel e Michael Naik, di fede cristiana e composte da sette individui, sono state torturate e uccise dai fondamentalisti; i cadaveri sono stati identificati grazie ai vestiti indossati, e il luogo dove sono stati uccisi dista solo 8o km dalla stazione di polizia”. La decisione di chiudere ieri tutte le scuole cattoliche e di indire manifestazioni – seppur pacifiche – di piazza ha acuito lo tensione, con nuove e pesanti accuse lanciate dal versante induista. Il Bharatiya Janata Party (BJP), il maggiore partito di opposizione in India, molto vicino alle posizioni dei fondamentalisti, condanna gli scioperi di ieri e accusa i cattolici di “aver costretto studenti non cristiani a partecipare alle marce di protesta”. Alcuni istituti hanno utilizzato “mezzi di coercizione” – questa la tesi del BJP – nei confronti dei “non-cristiani, obbligati a marciare con i compagni”. Intanto continuano i raid anche fuori dell'Orissa. Ieri nel Madhya Pradesh i fanatici hanno assaltato cinque scuole e una chiesa per rappresaglia contro la chiusura degli edifici. Gli assalti hanno avuto luogo nel distretto di Gwaliar (tre scuole e una chiesa) e Barwani (due scuole), e solo per il tempestivo intervento della polizia non si sono registrati gravi danni agli edifici o nuove vittime. Le forze dell’ordine hanno invece bloccato una pacifica dimostrazione degli studenti della scuola di San Francesco, sebbene avvisati per tempo dai vertici dell’istituto, per non meglio precisate questioni di “pubblica sicurezza”. Il vescovo indiano di Vasai, mons. Thomas Dabre, membro del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, conferma invece la “paralisi totale” nelle attività delle scuole della sua diocesi. “Migliaia di ragazzi – sottolinea il prelato – hanno concluso il loro cammino davanti agli edifici della sede vescovile. A loro ho detto di promuovere il dialogo interreligioso e di affidarsi totalmente alla protezione della Vergine Maria”. |
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Padre A.Trento incontro a Cagliari VIVERE E INVECCHIARE CON L'AIDS 29 Novembre 2007 ^^^^^^^
se vuoi ascoltare solo P. Trento
portare il cursore dov'è la freccia
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Padre Aldo Maria " Chi lascia Capita, nel marasma di esistenze che si intrecciano e si sfiorano in questi giorni, di reincontrare volti che ci hanno cambiato la vita. Così, due giorni fa, Maria e padre Aldo si sono reincontrati. Padre Trento al pubblico del Meeting aveva raccontato tutto: degli inizi, del sacerdozio, della parrocchia dove incontra Maria, una vedova con tre figli di cui si innamora. Aveva raccontato del periodo nero in cui pensa di mollare tutto e poi dell’incontro con don Giussani, la decisione di rimanere prete e di partire in missione per il Paraguay. Quello che non sappiamo, è quel che è accaduto dopo: la fioritura della vita di quei due, uno prete dall’altra parte del mondo e l’altra a vedere i figli diventare grandi. Padre Aldo e Maria si sono rivisti, in questo Meeting ed è lui stesso a raccontarlo. L’occasione è informale: tutte le sere gli autisti si ritrovano per una “bombolonata” in compagnia. Molte brioche, ci si racconta la giornata: l’unico momento in cui guardarsi un attimo in faccia. Così anche due giorni fa, solo che tra i ragazzi c’è anche padre Aldo. L’ora è tarda, gli autisti sono stanchi, ma la sala Tiglio è piena. L’hanno invitato, raccontano, perché all’incontro che ha tenuto al pomeriggio non sono potuti andare. «Ho conosciuto padre Aldo portandolo in macchina da San Marino alla Fiera. Durante il viaggio mi ha raccontato la sua storia, la stessa che ha ripetuto al pubblico del Meeting», racconta uno degli autisti. Dice che quelle parole l’hanno inseguito per tutto il giorno, che hanno «rivoluzionato il mio modo di guardare il rapporto tra fidanzati». Padre Aldo attacca subito: sono passati vent’anni da quando decise di lasciare la sua parrocchia e Maria, per partire in missione. Lei due giorni fa era in Auditorium, l’ha sentito parlare e si ècommossa. Si sono incontrati, |
riabbraccia possiede davvero" abbracciati. Non si schermisce, padre Aldo, nel raccontare la grandezza di quell’abbraccio. «Mi ha detto che ha paura di perdermi, proprio come era successo con la morte di suo marito. Quando tutte le cose sembrava che andassero bene, il Signore glielo aveva portato via. E invece - continua - non ha perso nulla. Le ho detto che non deve aver paura, perché solo lasciando si guadagna per sempre». Don Giussani l’avrebbe chiamato “un possesso con il distacco”. Racconta dei frutti che quel distacco ha portato, della certezza del bene che sente su di sé «perché il problema di amare ce l’abbiamo tutti, io desidero amare. Ma ancora più grande è essere capaci di sentirsi voluti bene». I figli di Maria in questi anni sono diventati grandi: le due ragazze sono entrate nei Memores Domini, il maschio si è sposato e ha due bambini: «Pensate che è tornato da me e mi ha chiesto se può venire a salutarmi a Roma». Parla della verginità come miglior forma di possesso, del miracolo che il buon Dio ha compiuto nella sua vita e, giura chi era là, i suoi occhi dicono d’una gioia rara. Nessuno fiata. I bomboloni sono quasi finiti. Padre Aldo non può assaggiarne neanche uno perché ha il diabete e allora gli portano del formaggio. È stanco, si fa accompagnare all’uscita, dove gli viene regalata una maglia firmata da tutti gli autisti. Hanno anche raccolto un’offerta, quel che potevano. Ci ha lasciato augurandoci di non essere mai tranquilli, che la strada è segnata per ciascuno». Proprio come diceva il suo amico don Giussani ventitré anni fa, in quel di Rimini. Maria Acqua Simi |
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«La profezia di Wojtyla è la nostra sfida oggi» *** Don Carrón: «Cl sia ancora degna di quelle parole del Papa» «Voi non avete patria, perché voi siete inassimilabili a questa società». Come ci piacerebbe essere degni di queste parole che Giovanni Paolo II rivolse a don Giussani, durante un’udienza privata nell’estate del 1982! In realtà, queste parole esprimono la situazione in cui viene a trovarsi qualsiasi cristiano, se vive il cristianesimo secondo la sua vera natura. (…) Dal 1982 sono successe tante cose, che ci consentono di capire quanto fosse profetica l’osservazione del Papa. La situazione è talmente cambiata che neanche coloro che pensavano di “cavarsela” - cioè di trovarsi un posto al sole -, vivendo un cristianesimo ridotto ai valori cristiani, hanno oggi patria. Pensiamo alla discussione sulle radici cristiane dell’Europa o a certi cambiamenti nelle legislazioni impensabili soltanto qualche decennio fa. Come cristiani siamo sempre più senza patria. Questa è la bellezza della sfida che abbiamo davanti, se non fosse allo stesso tempo tragica: « L’epoca moderna, anzi l’epoca contemporanea è la documentazione tragica di ciò cui l’uomo arriva nella pretesa di autonomia: la pretesa di farsi da sé, di realizzarsi da sé, di crearsi da sé, di decidere da sé, di avere sé come centro. Questa pretesa porta alla dissoluzione, alla perdita della libertà come originalità di giudizio sulla vita: si diventa alienati nell’opinione comune, nella cultura, nelle opinioni indotte dalla cultura dominante ». Questo riguarda anche noi. Infatti, dice don Giussani, «è come se il movimento di Comunione e Liberazione, dal 70 in poi, avesse lavorato, costruito e lottato sui valori che Cristo ha portato, mentre il fatto di Cristo, per noi, per le nostre persone e per tutti coloro che hanno fatto con noi Cl,“ fosse rimasto parallelo” (…). Così abbiamo lavorato, costruito e lottato per un’ottima posizione ideologica; ottima, perché i valori erano quelli che ha portato Cristo e ha continuato a costruire la Chiesa». Questa riduzione del cristianesimo a etica ha rimandato Cristo fuori dalla storia, senza incidenza su di essa, tanto è vero che Cristo è diventato soltanto l’alibi per una nostra interpretazione. Giussani dice una frase capitale, che fotografa la situazione più diffusa: «Noi scivoliamo o sulla nostra interpretazione o su una ospitalità sentimentale al fatto di Cristo». Etica o sentimentalismo: ecco le due interpretazioni riduttive del cristianesimo, operate dall’uomo moderno, lungo una strada che ha reso sempre più astratto Cristo.» di Julián Carrón da: La prefazione del volume Luigi Giussani Uomini senza patria (Rizzoli) |
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La trascuratezza dell’io *** “Non bisogna perdersi di vista. Bisogna ricordarsi, ogni tanto, di se stessi. La vita vi trascina, e spesso, vi costringe ad assumere un certo ruolo verso il quale non vi sentivate portati” “Spesso fa di voi un personaggio che non ha niente a che vedere o addirittura, è in contrasto con la vostra vera personalità. Così diventate prigionieri del gioco appassionante e, passando gli anni, vi dimenticate sempre più di voi stessi , fino a diventare creature estranee a voi stessi” “E il bambino annidato in voi, dopo aver vissuto inutilmente con voi, muore insieme a voi” Giovanni Guareschi |
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Il Vento di Dio (Storia di una Fraternità) ***
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L'incontro al meeting di Rose Busingye *** |
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Solgenitsin, l'avventura di un uomo vivo *** |
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La vera rivoluzione *** “Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo”. “Chi lascia entrare Cristo attraverso le crepe del proprio umano si riempie di stupore”. Don Giussani |
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Il cuore: il bambino che è in noi *** “La nostra fanciullezza non muore, vive perennemente in noi e diventa sempre più viva col passare degli anni. Quando il compasso chiuderà il suo cerchio, l’ultimo suo punto è il più lontano dal primo ma è anche il più vicino perché coincide con esso” *** “Gli anni depongono sull'uomo le loro stratificazioni, l'uomo acquista la corteccia del ragazzo, poi quella più consistente dell’adolescente, poi quella dura dell’adulto, poi quella squamosa del vecchio, ma il bambino vive intatto,incontaminato, eternamente bambino dentro quel groviglio di ossa, di carne e di pensieri. “ *** “Ogni uomo che abbia avuto una fanciullezza porta con se questo bambino, ma molti uomini non lo sanno perché, da troppo tempo hanno dimenticato se stessi” *** “in tal caso il bambino rimane sempre rinchiuso dentro la vostra corteccia, come voi siete rinchiusi dentro la corteccia dell’altro, il personali cui sostenete il ruolo” *** “E il bambino annidato in voi , dopo aver vissuto inutilmente con voi, muore insieme a voi” Giovanni Guareschi |