"La Chiesa è il luogo dove tutte le verità si incontrano". Gilbert Keith Chesterton ---------------------------------- CONSULTA L'INDICE PUOI TROVARE OLTRE 3500 ARTICOLI su santi,filosofi,poeti,scrittori,scienziati etc. che ti aiutano a comprendere la bellezza e la ragionevolezza del cristianesimo. PER OGNI VOCE PUOI TROVARE ANCHE 10 PAGINE!
![]()
chi sono
Sono un ex vagabondo che ha avuto la grazia, durante il suo vagabondare di incontrare degli amici di Gesù che gli hanno mostrato la Bellezza della vita, quello che il suo cuore da sempre cercava. Ora sono diventato un pellegrino con lo sguardo rivolto alla “Roccia splendente” anche se spesse volte riabbasso lo sguardo verso terra col rischio di perdermi in vicoli ciechi; ma appena rialzo la testa vedo gli amici e la meta, di nuovo la realtà riprende forma e colore.
Questo blog e' un prodotto amatoriale e non editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001. Premesso che tutto il materiale pubblicato su Internet e' di dominio pubblico, se qualcuno riconoscesse proprio materiale con copyright e non volesse vederlo pubblicato sul blog, non ha che da darne avviso agli autori del blog , e sara' immediatamente eliminato. Si sottolinea inoltre che cio' che e' pubblicato sul blog e' a scopo di approfondimento, di studio e comunque non di lucro.
Milan |

utente anonimo in ...
giacabi in ...
utente anonimo in ...
utente anonimo in ...
giacabi in ...
sorgeredelsole in ...
giacabi in ...
graciete in ...
utente anonimo in ...
amaranta69 in ...
Ago86
Amaranta69
anna vercors
aqua
Aurelio Valesi
berlicche
censurarossa
CRISTIANESIMO CATTOLICO
Fabio Cavallari
fontana vivace
germa1967
Graciete
histon
La verità vi renderà liberi
lacittadella
Mi basterebbe l'impossibile
Piogge d'aprile
POLITICUS
pseudopensieri
Radici Cristiane
rapyna
stranocristiano
Una Persona Intorno
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
aborto
adam
adorno
aelredo
agostino
alberoni
amicizia
amore
arendt
ateismo
auden
avvenimento
aziani
bakhita
barcellona
barsotti
baudelaire
bellezza
benedettoxvi
benoist
benson
benzi
berdiaev
beretta molla
bergman
bergson
bernanos
betocchi
bianchi porro
biffi
bioetica
blondel
bloy
bobbio
bonhoeffer
bourget
brague
brambilla
brandirali
buber
bufalino
bulgakov
buzzati
cabrini francesca
caffarra
calderon della barca
calvino
camisasca
campanile
camus
cantalamessa
canti
caprara
caproni
caravaggiio
carducci
carrel
carron
cattolico
cechov
cesana
chesterton
chieffo
chiesa
cina
cl
claudel
clavel
clement
collins
comunismo
congdon
consumismo
correa
crisostomo
cristianesimo
croce
curato dars
curvers a
da costa alessandrina
dalì
danielou
dannunzio
dante
dawson
de carvalho
de lubac
de tocqueville
de wohl
defoucauld
del noce
delbrel
desiderio
dico
dio
don benzi
don bosco
don calabria
don gelmini
don gnocchi
don orione
don pontiggia
don vittorione
don zeno
dostoevskij
dylan
eccles
educazione
einstein
eliot
embrione
erasmo da rotterdam
ermanno lo storpio
escrivà
esperienza
europa
eutanasia
evoluzionismo
evtusenko
faa di bruno
fabbri
fabro
fallaci
famiglia
fede
felicità
fermi
ferrara
ferretti
finkielkraut
florenskij
frankl
frate cosimo
frate elia
fratel ettore
fromm
frossard
frère roger
g nanzianzeno
gaber
galanskov
gandhi
gaudi
gesù
gheddo
gibran
gide
giovanni paoloii
girard
giussani
giustizia
goeg
goethe
gogol
gomez davila
gozzano
gramsci
green
greene
gregorio di nissa
grossatesta
grossman
grossuet
gryigiel
guardini
guareschi
guitton
habermas
halloween
heidegger
heisenberg
hesse
hillesum etty
hodgson peter
hopkins
horkheimer
husserl
huysmans
ibsen
icone
ideologia
il 68
il credo
il sudario di oviedo
illuminismo
imbecillità giovanile
inquisizione
islam
istintività
jacob max
jannacci
jonesco
jung
kafka
kant
keller
kerouac
kierkeergaard
king martin luter
kolbe
la rosa bianca
lagerkvist
laicismo
langer
lanza del vasto
latino
lejeune
leopardi
levinas
lewis
libertà
lodoli
loi
luzi
m obrien
macciocchi
machado
macintyre
madre teresa
magdi allam
majakovskij
malinconia
malraux
mandelshtam
mann
manoppello
manzoni
marcel
maria
maritain
marongiu
marshall
marx
massa
masters
matisse
mauriac
maurice dantec
mazzolari
mazzoni
mcluhan
medioevo
meeting di rimini
men
meotti
messori
michelangelo
milani
milosz
mimnermo
miracolo
mistero
montale
montanelli
morante
morin
morte
moulin
mounier
mozart
napoleone
natale
nazismo
negri
nembrini
neruda
newman
newton
nichilismo
nietzsche
noia
non senso
norwid
novalis
novoselov
o brien
oconnor
omosessualita
orwell
pace
pacs
padre pio
pampurri
paolovi
papa luciani
papini
parola
pascal
pascoli
pasolini
pasternak
patocka
pavese
pbeduschi
peguy
perle
persona
pessoa
pgfrassati
piccinini
pirandello
pitigrilli
plank
platone
poesie
politica
popper
possesso
povero
preghiere
presepe
profezie
proust
ptrento
pvismara
quasimodo
r follereau
ragione
ranher
reale
rebora
recensioni
religione
ricoeur
rilke
rimbaud
robin
rops
rose busingye
rostropovich
s francesco saverio
saba
sagostino
saintexupery
salberto magno
salmo
sambrogio
san benedetto
san g moscati
san gmvianney
sanselmo
santi
sardegma
sartre
sbasilio
sbatilde
sbenedetto
sbernardo
schweitzer
scienza
scola
scolombano
scruton
sefrem il siro
seneca
senso religioso
sfrancesco
shakespeare
silenzio
sindone
sinjavskij
sireneo
socci
solitudine
soloviev
solzenicyn
sorriso gesù
spaeman
spaolo
speranza
stark
stein
stenone
steresa
steresina
stommaso
storia
stupore
sturzo
tagore
talbot matteo
tamaro
tantardini
tarkovskij
teresa neumann
terzani
testimonianza
testori
thibon
tobagi
tocqueville
tolentino
tolkien
tolstoj
tradizione
tresmontant
trilussa
tristezza
unamuno
undset
ungaretti
van der meer
van gogh
van thuan
ventorino
verità
verlaine
verlinde
veyne
vita
vittadini
vivarelli
voltaire
volto santo
von balthasar
von spyr
waters
weigel
weil
welby
welk korn
werfel
whitehead
wiesel
wilde
wittgenstein
wodds
wu harry
wurmbrant
za
zambrano
zerbini
ziba
zicchichi
zolli
zverina
visitato *loading* volte
|
*** Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini. Dante Alighieri |
|
Quando ci si dimentica di Cristo *** Il conflitto della fede, della filosofia e della scienza portò il disordine nell'anima degli uomini d'Occidente. Non ci furono più regole di vita indiscutibili e la disciplina morale si allentò. La bellezza dell'arte e della poesia furono preferite a quella della virtù. La volontà cessò di tendere all'aldilà, limitando i suoi sforzi all'acquisizione dei beni di questo mondo.Come aveva audacemente proclamato Machiavelli il fine dell'esistenza umana non è Dio, ma il profitto. Iniziò allora la scalata delle forze economiche al potere supremo. Ma gli antichi costumi non si sfasciarono immediatamente in modo completo, poiché i popoli d'Europa erano profondamente impregnati di cristianesimo. Essi si ricordavano ancora di aver costruito le cattedrali gotiche. E il campanile, che sovrasta il villaggio, era effettivamente il simbolo di un'aspirazione al divino delle comunità umane. Alla ragione furono necessari molti secoli per oscurare la fede. Inoltre, la durezza della lotta per l'esistenza impediva l'abbandono delle regole di vita indispensabili alla sopravvivenza del genere umano. Pur perfezionandosi lentamente, la tecnologia tendeva sempre più a creare condizioni di vita che permettessero all'uomo di comportarsi seguendo i propri caprici. Allo stesso tempo, la sorda lotta tra filosofia e scienza acquistò una nuova intensità. La scienza trionfò nel campo della materia inerte, generando il popolo delle macchine e rendendoci padroni della terra; ma nella sfera dell'umano, cioè della condotta individuale e sociale, essa fu sconfitta. Le costruzioni logiche dello spirito ebbero la precedenza sui dati dell'osservazione e dell'esperienza. Le ideologie furono preferite ai concetti scientifici ed alla morale religiosa. Pascal fu abbandonato; con Cartesio si ritenne che la chiarezza di un'idea sia la prova della sua verità. Da allora ogni ideologia logica, ogni fantasia dell'intelligenza,purché razionale, parve degna di servire da base al modo di vivere. Nessuno comprese che, per durare nel tempo, una civiltà non deve edificarsi su principi fllosofici ma su concetti scientifici relativi all'essere umano e al suo ambiente. Alexis Carrel Riflessioni sulla condotta della vita, ed. Cantagalli |
|
La Bellezza *** “La grande bellezza mi fa suo prigioniero ma una Bellezza ancora più grande mi libera anche da essa.” "Viviamo solo per scoprire nuova bellezza.Tutto il resto è una forma d'attesa" Gibran, da Sabbia e Spuma, ed. Newton |
|
L'uomo che ti comprende ti è affine *** “L'uomo che ti comprende ti è affine più di un fratello di sangue. I tuoi stessi familiari infatti, potrebbero non comprenderti né conoscere il tuo vero valore.” Gibran |
|
Riuscire a essere te stesso *** Di chi hai paura, imbecille? Della gente che sta a guardare? Dei posteri, per strano caso? Basterebbe una cosa da niente: riuscire a essere te stesso, con tutte le stupidità attinenti, ma autentico, indiscutibile. La sincerità assoluta sarebbe di per se stessa un documento tale! Chi potrebbe muovere obiezioni? Questo è l'uomo, uno dei tanti se volete, ma uno. Per l'eternità gli altri sarebbero costretti a tenerne conto, stupefatti (Dino Buzzati). |
|
La contemporaneità di Cristo *** “Una persona in un paese vicino a Madrid aveva incontrato i nostri amici. Questa persona non aveva avuto fino a quel momento nessun rapporto con la Chiesa; ha incominciato a diventare amico dei nostri e vedeva che cosa succedeva, che novità incominciava a introdursi nella vita; e poi, stando con loro, è andata anche a messa e, sentendo il Vangelo, a un certo momento commenta: «Ma a quelli del Vangelo capitava lo stesso che capita tra di noi». Aveva identificato che quella novità che vedeva accadere davanti ai suoi occhi nel rapporto con gli amici della comunità cristiana, che aveva incontrato, erano le stesse cose che capitavano a quelli che erano intorno a Gesù! Non si rendeva conto che era il contrario, che era a questi suoi amici che capitava lo stesso che ai discepoli, ma questo è secondario. Perché i Vangeli sono e saranno sempre il canone, la regola che ci aiuta a scoprire quando un’esperienza è cristiana, quando ci troviamo veramente davanti a un’esperienza cristiana. Perché nel presente e in ogni momento della storia accade lo stesso (con altri volti, con altre facce) che capitava all’inizio; passa attraverso volti diversi, ma Egli si rende contemporaneo a noi dentro volti con tratti inconfondibili, che sono Suoi. Non è che i discepoli hanno incontrato Gesù e noi dobbiamo accontentarci di un succedaneo. Ciò che sperimentiamo sono esattamente i tratti inconfondibili di Lui, che si rende presente oggi per pietà del nostro niente. Come scopro che questi tratti sono Suoi? Dobbiamo guardare bene, perché a noi rischia di sembrare tutto uguale. Guardiamo bene, per esempio, quello che racconta Vicky. «Prima di incontrare Rose nessuno ci sorrideva, tutti ci odiavano in famiglia, come se ci fossimo procurate da sole la malattia. E all’improvviso in quella situazione compare una presenza nuova: Rose è venuta a sedersi di fianco a me. Io mi scostavo perché non emanavo certo un buon odore, lei si avvicinava e io continuavo a scostarmi, ma Rose continuava ad avvicinarsi». E a questa persona, in questa situazione in cui tutti la evitano, che ha un odore così, Rose dice una cosa strana: «Tu hai un valore più grande della tua malattia». Occorre una certa familiarità con Uno che diceva queste cose strane. Come è strano dire a una madre che va a seppellire il figlio: «Non piangere!» (Lc 7,13). O a uno che l’ha tradito dire: «Mi ami tu?» (Gv 21,16). O al più odiato di tutta la città dire: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua» (Lc 19,5). Se, nello stesso tempo, quando noi vediamo questi fatti, non abbiamo anche questa familiarità con il Vangelo, ci sembrano “di chiunque” questi tratti diventano “di chiunque”; cioè possiamo dire così di Gesù o Maometto o Buddha o vattelapesca, perché tutto è uguale. Ma dove è successo che uno si avvicini così a chi tutti hanno rifiutato come un lebbroso? Dove è successo che uno si avvicini a chi tutti considerano un peccatore abominevole nella città? Dove è successo che uno continui ad affermare il valore dell’uomo nella situazione più disperata? Non è successo ovunque, ma nel momento della storia in cui Egli si è mostrato! Noi facciamo difficoltà perché ci manca l’immedesimazione con Gesù, col Vangelo, che Giussani ci ha testimoniato lungo tutta la sua vita, perché noi non sapremmo immedesimarci con questi episodi, se non avessimo sentito don Giussani ripeterceli tantissime volte. Ma noi - sembra - abbiamo altro da fare: leggere il Vangelo ci sembra una cosa spiritualistica, e perciò quando vediamo gli stessi fatti davanti ai nostri occhi, facciamo fatica a dire il Suo nome. Allora perché dovremmo credere? Si capisce bene che così la fede non è ragionevole. Invece se uno continua a immedesimarsi, è impossibile che non scatti un’affezione dell'altro mondo che ci rende sempre più caro Cristo. |
|
Cambiare la scuola? Le RAGIONI DEL SI *** Da 40 anni è sempre la stessa storia. Lo stesso copione di un film, visto e rivisto, dal quale proprio non riusciamo a liberarci: più scorre sul nostro televisore, questo film, e più le sue immagini ci richiamano alla mente i fasti di un "glorioso" passato che vorremmo a tutti i costi perpetuare all'infinito. Siamo tutti d'accordo, almeno da un ventennio, che il mondo dell'istruzione, ad ogni livello, ha bisogno di essere cambiato, rinnovato e reso competitivo rispetto ai cambiamenti del nostro tempo. I mali che affliggono l'istruzione italiana sono noti a tutti, come dimostra il "Quaderno bianco sulla scuola" redatto dal governo Prodi e firmato, congiuntamente, dai ministri Padoa-Schioppa e Fioroni, quel che manca è il coraggio di avviare un vero cambiamento che non sia solo guerra di cifre o un mero taglio della spesa. Da questo punto di vista ha ragione il professor Galli Della Loggia nel sostenere che l'Italia è un paese immobile perchè con lo sguardo eternamente rivolto al passato e pauroso del proprio futuro. Al futuro, però, si può guardare con speranza solo in forza di una certezza vissuta nel presente. Non è un caso, quindi, che buona parte delle proposte di rinnovamento della nostra società provengano dal mondo cattolico: tra tutte si pensi al principio di sussidiarietà. C'è, infatti, una parte consistente della società italiana che alle piazze preferisce un lavoro quotidiano di costruzione del bene comune. In questa scia si inserisce un volantino redatto dall'AGESC del quale SamizdatOnLine proprone la lettura, sperando che esso susciti, in chi lo legge, spunti di riflessione per un dibattito che non sia solo scontro ideologico : Era facile prevederlo. E sta accadendo. Alla prima iniziativa che và contro l’immobilismo in cui giace la scuola italiana subito parte l’attacco personale al Ministro. Era accaduto per Berlinguer, era accaduto anche per la Moratti, sarebbe successo per Fioroni (se il governo di cui faceva parte avesse continuato la legislatura), accade ora per la Gelmini. Perché è necessario mettere mano al sistema scolastico italiano? Alcune motivazioni: • Le statistiche OSCE collocano la scuola italiana agli ultimi postiperrendimento degli studenti. • Il costo medio allo Stato, di uno studente è quasi il doppio di una retta pagata dalle famiglie che scelgono una scuola paritaria, che notoriamente hanno un livello di sevizi più adeguato alle esigenze delle famiglie e dei ragazzi. • La scuola statale italiana ha un esercito di dipendenti che supera nel numero i dipendenti del ministero della difesa degli Stati Uniti (Pentagono). • La spesa dello Stato per l’istruzione, maggiore rispetto ad altri Paesi UE, viene assorbita per il 95% dal costo del personale: se ne deduce che non rimangono adeguate risorse per l’ammodernamento delle scuole e dell’attività didattica. • Non è riconosciuto il merito dei molti insegnanti che si dedicano alla loro attività con professionalità e competenza e lo stipendio non è adeguato all’impegno e alla responsabilità. • Occorre introdurre metodi e criteri di valutazione degli apprendimenti, dei docenti, delle scuole e dell’intero sistema. • Deve essere realmente incentivata l’autonomia degli istituti scolastici, chiamati ad esprimere un proprio progetto di scuola in grado di raccogliere consenso dalle famiglie. • Il reclutamento degli insegnanti deve essere nominativo, in carico ai singoli istituti e funzionale al progetto educativo e formativo degli stessi. • L’autonomia deve essere il presupposto al legame tra scuola, territorio e mondo del lavoro, affinché l’attività didattica non sia avulsa dal contesto in cui si trova la scuola. Vi sono poi altre motivazioni di contorno ma non marginali: • Occorre che i genitori tornino a poter esprimere la loro responsabilità educativa anche nel momento scolastico. • La scuola deve tornare ad avere una funzione sussidiaria rispetto alle famiglie. • Occorre definire un trattamento equipollente tra scuole statali e scuole non statali così come occorre consentire alle famiglie di poter scegliere la scuola tra le varie proposte educative e formative senza vincoli di carattere economico. A.Ge.S.C. ASSOCIAZIONE GENITORI SCUOLE CATTOLICHE Milano SCUOLA ITALIANA. FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Ecco alcuni dati relativi alla scuola italiana che è bene conoscere, per avere un'idea più chiara della situazione reale. Il Ministero dell'Istruzione spende per la scuola 42 miliardi di euro all'anno. Di questi, il 97% (cioè la bellezza di 41,2 miliardi) sono unicamente per il personale (docente, direttivo, Ata - bidelli e amministrativi). Qualcuno potrebbe dire, allora, che sarebbe giusto spendere di più. Il problema è che già lo facciamo, come dimostrano i dati dell'Ocse. Gli italiani spendono 5.710 euro ad alunno; i francesi 5.228; gli inglesi 4.964; i tedeschi 4.856. Siamo primi in questa classifica e ben al di sopra della media europea, che è di 4.623 euro ad alunno. Spendiamo dunque di più degli altri, ma, nella graduatoria del successo scolastico e dell'apprendimento, siamo molto al di sotto degli altri. Evidentemente il problema non è quanto spendiamo, ma come spendiamo. I docenti italiani sono 776.000. Molti di più rispetto agli altri Paesi europei. Ce n'è uno ogni 11 studenti. In Germania il rapporto è di 1 a 18; in Francia ed Inghilterra di 1 a 20. Abbiamo, dunque, una situazione invidiabile, ma risultati molto peggiori. Il Ministero spende altri 60 milioni di euro all'anno solo in rimborsi, telefonate e telegrammi per reperire i supplenti. Il numero di bidelli si aggira intorno a 167.000, una media di 15,6 per ogni scuola (anche se molti Istituti ormai appaltano le pulizie a delle ditte esterne). Le cose non vanno certo meglio se si parla dell'Università. Bisogna fare una premessa: non c'è nessun ateneo italiano nei primi 150 posti delle classifiche mondiali. Questo dato la dice lunga sul valore della ricerca nelle nostre Università. Gli atenei sono 94. Le sedi distaccate sono 320. Tra il 1999 e il 2006 sono stati messi a concorso più di 13.000 posti per docenti associati. Ne sono stati riconosciuti idonei il doppio, 26.000. Per molti si è dovuto trovare un posto, ed è così che abbiamo in Italia 5.500 corsi di laurea (quasi il doppio della media europea) e più di 300 facoltà che non superano i 15 iscritti. Questi sono alcuni dati a partire dai quali il Ministro Gelmini ha chiesto una riflessione con gli studenti. La risposta è stata: "via il decreto!". Nessuna riflessione, nessun dialogo, nessun confronto. Questa scuola non si tocca. Deve restare così com'è. Questa è la scuola per la quale gli studenti italiani scendono in piazza! da: http://lacittadella.splinder.com/ |
|
Senza Cristo non esiste la persona *** Abbiamo visto che dall’inizio del tempo moderno si viene elaborando una cultura non-cristiana. Per lungo tempo la negazione si è diretta solo contro il contenuto stesso della Rivelazione; non contro i valori etici, individuali o sociali, che si sono sviluppati sotto il suo influsso. Anzi, la cultura moderna ha preteso di riposare precisamente su quei valori. Secondo questo punto di vista, largamente adottato dagli studi storici, valori come ad esempio quelli della personalità e dignità individuale, del rispetto reciproco, dell’aiuto scambievole, sono possibilità innate nell’uomo, che i tempi moderni hanno scoperto e sviluppato. Certamente la cultura umana dei primi tempi del cristianesimo ha favorito la loro germinazione, mentre nel Medio Evo sono state ulteriormente sviluppate dalla preoccupazione religiosa per la vita interiore e la carità attiva; ma poi questa autonomia della persona ha preso coscienza di sé ed è divenuta una conquista naturale, indipendente dal cristianesimo. Questo modo di vedere si esprime in molteplici forme ed in modo particolarmente rappresentativo nei diritti dell’uomo al tempo della Rivoluzione Francese. In verità questi valori e queste attitudini sono legati alla Rivelazione, la quale si trova in un particolare rapporto riguardo a ciò che è immediatamente-umano. Discende dalla libertà della grazia divina, ma attrae l’uomo nella sua economia e ne nasce la struttura cristiana della vita. Così si liberano nell’uomo delle forze che sono per sé «naturali», ma non si svilupperebbero al di fuori di quell’economia. L’uomo diviene consapevole di valori che per sé sono evidenti, ma divengono visibili solo in quell’atmosfera. L’idea che questi valori e questi atteggiamenti appartengano semplicemente alla evoluzione della natura umana, mostra di misconoscere il vero stato di cose; anzi, bisogna avere il coraggio di dirlo apertamente, conduce ad una slealtà che all’osservatore attento appare caratteristica dell’immagine dell’epoca moderna. Il carattere di persona è essenziale all’uomo, ma esso diviene visibile allo sguardo ed accettabile alla volontà, quando, in grazia della adozione a figli di Dio e della Provvidenza, la Rivelazione schiude il rapporto col Dio vivo e personale. Se ciò non avviene si può avere coscienza dell’individuo ben dotato, elevato, creatore, ma non della autentica persona, che è determinazione assoluta di ogni uomo, al di là di tutte le qualità psicologiche o culturali. La conoscenza della persona è perciò legata alla fede cristiana. La persona può essere affermata e coltivata per qualche tempo anche quando tale fede si è spenta, ma poi gradatamente queste cose vanno perdute. Lo stesso accade per i valori in cui la consapevolezza della persona si sviluppa. Così accade, ad esempio, di quel rispetto che non va ad un dono particolare o ad una situazione sociale, ma al fatto in sé della persona, alla sua qualità di essere unico, insostituibile, inalienabile, in ogni uomo, comunque egli sia disposto e proporzionato... O di quella libertà, che non significa la possibilità di espandersi e vivere in piena misura, ed è per ciò riservata all’uomo privilegiato in sé o socialmente, ma è la capacità che ogni uomo ha di decidersi e di essere così padrone del suo atto e in tale modo padrone di se stesso... Ovvero di quell’amore verso l’altro uomo che non significa la simpatia, l’aiuto reciproco, il dovere sociale, ma la capacità di dar l’assenso al «tu» nell’altro e di essere in tal modo «io». Tutto ciò resta vivo fino a quando resta vitale la conoscenza della persona. Ma quando essa impallidisce, assieme al rapporto cristiano con Dio, scompaiono anche quei valori e quelle attitudini. Romano Guardini La fine dell’epoca moderna, Morcelliana, Brescia 1984, tr. it. di Marisetta Paronetto Valier |
|
Il conformista ***
|
|
La compagnia *** É solo nella compagnia che questa mortificazione o questa seduzione dell'essere, che è il senso religioso, questo fascino dell'essere o questa coscienza della propria fragilità, dovuta a qualcosa che è una scelta -è un bene poter scegliere, ma è un male poter scegliere male, perciò è ambiguo; non è che la libertà sia in una posizione cattiva, è in una posizione ancora ambigua, può scegliere il bene e può scegliere il male -, sono richiamati. È nella comunità che si è aiutati a capire questo, ad avere coscienza di quando si sceglie male, a riconoscere quando si sceglie male, ad avere la forza del dominio di sé per strapparsi al male -per la mortificazione, penitenza o metànoia, cambiamento di mentalità -, per aderire a ciò che porta al destino e per attendere il destino tutti i giorni, tutti i giorni attendere che venga. Luigi Giussani, Si può vivere così, Ed. Rizzoli |
|
SULLA RAGIONE E SULLA PASSIONE *** E ancora la sacerdotessa parlò e disse: Parlaci della Ragione e della Passione. E lui rispose dicendo: La vostra anima è sovente un campo di battaglia dove giudizio e ragione muovono guerra all'avidità e alla passione. Potessi io essere il pacificatore dell'anima vostra, che converte rivalità e discordia in unione e armonia. Ma come potrò, se non sarete voi stessi i pacificatori, anzi gli amanti di ogni vostro elemento ? La ragione e la passione sono il timone e la vela di quel navigante che è l'anima vostra. Se il timone e la vela si spezzano, non potete far altro che, sbandati, andare alla deriva, o arrestarvi nel mezzo del mare. Poiché se la ragione domina da sola, è una forza che imprigiona, e la passione è una fiamma che, incustodita, brucia fino alla sua distruzione. Perciò la vostra anima innalzi la ragione fino alla passione più alta, affinché essa canti, E con la ragione diriga la passione, affinché questa viva in quotidiana resurrezione, e come la fenice sorga dalle proprie ceneri. Vorrei che avidità e giudizio fossero per voi come graditi ospiti nella vostra casa. Certo non onorereste più l'uno dell'altro, perché se hai maggiori attenzioni per uno perdi la fiducia di entrambi. Quando sui colli sedete alla fresca ombra dei pallidi pioppi, condividendo la pace e la serenità dei campi e dei prati lontani, allora vi sussurri il cuore: "Nella ragione riposa Dio". E quando infuria la tempesta e il vento implacabile scuote la foresta, e lampi e tuoni proclamano la maestà del cielo, allora dite nel cuore con riverente trepidazione: "Nella passione agisce Dio". E poiché siete un soffio nella sfera di Dio e una foglia nella sua foresta, voi pure riposerete nella ragione e agirete nella passione. Kahlil Gibran,il Profeta |
|
Un amico lontano *** Un amico lontano |