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Eccomi

Utente: giacabi

chi sono
Sono un ex vagabondo che ha avuto la grazia, durante il suo vagabondare di incontrare degli amici di Gesù che gli hanno mostrato la Bellezza della vita, quello che il suo cuore da sempre cercava. Ora sono diventato un pellegrino con lo sguardo rivolto alla “Roccia splendente” anche se spesse volte riabbasso lo sguardo verso terra col rischio di perdermi in vicoli ciechi; ma appena rialzo la testa vedo gli amici e la meta, di nuovo la realtà riprende forma e colore.



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martedì, 30 dicembre 2008

 Ma come fate voi, in Paraguay?

  Noi benediciamo le scope, e i calli.

***

da: http://centroculturalelugano.blogspot.com/

Da padre Aldo Trento (link al video che racconta la sua stora paraguaja) riceviamo, e molto volentieri pubblichiamo come augurio di buon anno nuovo a chi ci legge:

Carissimi amici,
oggi è la festa della Sacra Famiglia, e per noi della parrocchia è il giorno nel quale durante la Santa Messa dei bambini, alle 8 della mattina, benediciamo le scope (vedi foto) e le consegnamo ad ogni bambino. Il motivo è educativo.

Non dimenticate le tre regole fondamentali del cammino educativo che ha portato questo non-popolo a essere popolo, comunitá viva.
Tre regole che nascono dalla coscienza di “Io sono Tu che mi fai” e che “la realtá è grande amica dell’Uomo” come ci ricorda ogni giorno Carron.

1) Calli nelle ginocchia: l’Uomo è supplica, preghiera.

2) Calli nelle mani: il nesso fra la realtá e il Destino si chiama lavoro. E la scopa è il primo strumento perché la casa, la memoria del Signore, possa essere pulita e bella. Mia madre è stata la prima a regalarmi una scopa. E così, fin da piccino, la scopa è diventata per me lo strumento principale di relazione con la realtà quotidiana. Per questo è uno strumento che tanto apprezzo e stimo, fino al punto di riservarle un posto tutto suo nella mia casa. Per di più non posso dimenticare che san Martin de Porres, il Santo Peruviano, si è santificato usando la scopa e per questo è rappresentato sempre stringendone una tra le mani.
E per i miei bambini è un onore ricevere la scopa benedetta. In fondo è una piccola applicazione del “rischio educativo”.
Tutto si gioca nei minimi dettagli... però se uno non vive drammaticamente le 24 ore del giorno rimane un elefante o un intellettualoide. E certamente non educa.

 

 

 

 

 

 

 

 

3) Calli nel cervello: il valore dello studio, che permette di contemplare le leggi del cosmo e la bellezza della realtà. Guardate la facciata della nuova clinica (vedi foto): è una replica tutta in pietra di una chiesa delle Riduzioni Gesuitiche. Mancano ancora due piani e molti dettagli. Nella pietra vedete raffigurati i motivi floreali dell’Eucarestia: l’uva e il “flor de Mburucuya” o passionaria, fiore sacro per il popolo Guaranì. Ancora: gli angeli cantori che adorano il bimbo Gesù in braccio alla Vergine. Questo lungo bassorilievo è uguale a quello che si trova nella grande e bella chiesa di Trinidad, una riduzione in cui ha lavorato il grande architetto gesuita milanese Primoli. Dalla lettura dei bassorilievi, adesso visibilissimi nella clinica, si è potuto capire quali strumenti musicali si usavano nelle riduzioni.
Ebbene i miei bambini, i miei vecchi e i miei ammalati, vivono oggi in un ambiente culturale che ricorda l’Europa Medievale (la scuola e la pizzeria sono le due parti di un edificio che ricorda un castello della Lorena) e le riduzioni gesuitiche (la clinica). Una sintesi fra il vecchio mondo della fede e quello nuovo creato dalla fede. Come dire che questa piccolissima cittá dell’amore educa anche con le pareti, con le pietre e con i mattoni.

Ma il cuore di tutto è solo ed esclusivamente la Divina Provvidenza che “move il sol e l’altre stelle”. Non ho in assoluto altro principio economico, me lo hanno insegnato mia madre e mio padre.
Provvidenza che si muove in particolare con il prendere sul serio quanto Carron ci ripete continuamente. Che bello
il suo articolo! Il Natale e la Speranza. L’ho letto in tutte le Messe di questi giorni, me lo sono tradotto, ho fatto migliaia di copie e l’ho distribuito dovunque. Uscirà come editoriale sulle pagine settimanali che abbiamo all’interno del quotidiano nazionale “Ultima Hora”. Mi ha commosso, mi commuove, perchè Carron in maniera bellissima descrive la mia storia, descrive l’elezione che Dio ha fatto e fa di me, l’opera che la Divina Provvidenza mediante questo asino sta realizzando. Sì, perchè come dice il vice presidente della Repubblica del Paraguay: “In quest’opera si vede l’inizio del Paraguay a cui tutti aspiriamo. Non posso cambiare il paese con un decreto, ma si vede quello che puó cambiare la Provvidenza Divina...”
Per questo sono riconoscente a Carron, perchè mi fa rivivere quella compagnia di Giussani che non mi ha dato consigli, non ha inviato controllori o esperti per vedere ció che facevo o non facevo... mi ha fatto solo e sempre compagnia. Come Julian oggi,
richiamandoci continuamente al cuore di tutto: l’obbedienza al proprio cuore, alla propria umanitá.

Che commozione ricevere questo breve scritto della sorella di don Giussani alla Vigilia di Natale:
Voglio inviare il mio augurio natalizio all’amico che ha voluto tanto bene al mio amatissimo fratello e che ho conosciuto a Rimini. Mi ricordo nella preghiera perchè il Signore benedica la tua missione sempre sotto lo sguardo sorridente del Gius!. Livia” Non me l’aspettavo, mi sono scese le lacrime. Ecco in queste parole c’è tutto... in quel “sotto lo sguardo sorridente del Gius” c’è il miracolo della mia vita.
E oggi quel sorriso è quanto Carron ci indica, ci sottolinea, non lasciandoci mai tranquilli. In questi ultimi giorni dell’anno ringrazio Dio per questi due grandi amici e padri, assieme ad alcuni altri (non importa quanti) amici che mi sono di consolazione, di compagnia e che mi indicano con chiara voce come l’apostolo Giovanni quella notte sul lago: “È il Signore!”.

Auguro alla schiera di amici che mi scrivono i loro drammi, le loro grandi e piccole sofferenze, che la mia insignificante persona possa essere, assieme a questo popolo che Dio mi ha donato, motivo di conforto e di certezza. Aiutiamoci a ripetere all’infinito:Io sono Tu che mi fai.

Buon Anno Nuovo,
Padre Aldo

Postato da: giacabi a 20:53 | link | commenti (3)
ptrento

Gli auguri da Padre Aldo Trento

***

 da: http://www.annavercors.splinder.com/

 

Cari amici, Vi mando alcune foto del Presepe Vivente che ha radunato insieme e ha visto rappresentati tutti quelli che sono piú vicini al Regno dei Cieli, chi nella sofferenza come i malati, chi nello sguardo come i bambini.

Uno spettacolo incredibile che apre il cuore, vedere come tutti si sono coinvolti: i bimbi cantavano nel coro degli angeli, i malati han portato i doni dei Re Magi, San Giuseppe non poteva essere più perfetto: Jorge, malato di Aids di origine ebraica. E poi le anziane della casa di accoglienza, che hanno acclamato il Signore vestite da pastorelle, mentre nella paglia piangeva appena nato Arnaldito, bimbo sieropositivo della Casita.

Un Presepe così bello e così commovente apre il cuore alla venuta del Signore,  

Buon Natale da tutti gli ospiti della clinica e i bambini della casita*


visita il sito della Fondazione San Rafael in Paraguay

Postato da: giacabi a 15:34 | link | commenti (1)
natale, presepe, ptrento

***

 " Quando si crede che l'uomo può essere salvato dall'uomo, si è pronti per il comunismo o per il nazismo.

J. Roth

Postato da: giacabi a 11:01 | link | commenti
comunismo, ideologia

La Chiesa

***

 "Anche se Roma fosse un mucchio di sassi e in mezzo alle rovine vivesse un papa e dodici cristiani con lui, lì sarebbe la Chiesa, lì la verità, lì Cristo.

G. Papini

Postato da: giacabi a 10:45 | link | commenti
chiesa, papini

Gesù è l'ebreo centrale

.***

 "Gesù è l'ebreo centrale: con una mano stringe quelle dei suoi fratelli ebrei; con l'altra quelle dei suoi discepoli cristiani. “

Martin Buber

Postato da: giacabi a 09:47 | link | commenti
gesù, buber

Discepoli di Cristo

***

 "Cristo non vuole ammiratori, ma discepoli. Non sa che farsene di chi lo loda, vuole chi lo segua. "

Soren Kierkegaard

 

Postato da: giacabi a 09:43 | link | commenti (1)
gesù, kierkeergaard

Cristo può nascere in noi

***

 "Eppure questo miracolo nuovo non è impossibile purché sia desiderato e aspettato. Il giorno nel quale non sentirai una punta di amarezza e di gelosia dinanzi alla gioia del nemico o dell'amico, rallegrati perché è segno che quella nascita è prossima. Il giorno nel quale non sentirai una segreta onda di piacere dinanzi alla sventura e alla caduta altrui, consolati perché la nascita è vicina. Il giorno nel quale sentirai il bisogno di portare un po' di letizia a chi è triste e l'impulso di alleggerire il dolore o la miseria anche di una sola creatura, sii lieto perché l'arrivo di Dio è imminente. E se un giorno sarai percosso e perseguitato dalla sventura e perderai salute e forza, figli e amici e dovrai sopportare l'ottusità, la malignità e la gelidità dei vicini e dei lontani, ma nonostante tutto non ti abbandonerai a lamenti né a bestemmie e accetterai con animo sereno il tuo destino, esulta e trionfa perché il portento che pareva impossibile è avvenuto e il Salvatore è già nato nel tuo cuore. Non sei più solo, non sarai più solo. Il buio della tua notte fiammeggerà come se mille stelle chiomate giungessero da ogni punto del cielo a festeggiare l'incontro della tua breve giornata umana con la divina eternità"

Giovanni Papini Scriveva così il 25 dicembre 1955, poco più di sei mesi prima di morire

Da: http://www.franoi.net/ 

Postato da: giacabi a 09:35 | link | commenti
gesù, papini

Noi abbiamo bisogno d'esser salvati!

***

 "La grande esperienza volge alla fine. Gli uomini, allontanandosi dall'Evangelo, hanno trovato la desolazione e la morte. Più d'una promessa e d'una minaccia s'è avverata. Ormai non abbiamo, noi disperati, che la speranza d'un tuo ritorno. Se non vieni a destare i dormenti accovati nella melma puzzante del nostro inferno, è segno che il castigo ti sembra ancor troppo corto e leggero per il nostro tradimento e che non vuoi mutare l'ordine delle tue leggi. E sia la tua volontà ora e sempre, in cielo e sulla terra. Ma noi, gli ultimi, ti aspettiamo. Ti aspetteremo ogni giorno, a dispetto della nostra indegnità e d'ogni impossibile. E tutto l'amore che potremo torchiare dai nostri cuori devastati sarà per te, Crocifisso, che fosti tormentato per amor nostro e ora ci tormenti con tutta la potenza del tuo implacabile amore".

Giovanni Papini

Postato da: giacabi a 09:17 | link | commenti
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Noi abbiamo bisogno d'esser salvati!

***

 "Sei venuto, la prima volta, per salvare; nascesti per salvare; parlasti per salvare; ti facesti crocifiggere per salvare: la tua arte, la tua opera, la tua missione, la tua vita è di salvare. E noi abbiamo oggi, in questi giorni grigi e maligni, in questi anni che sono un condensamento e un accrescimento insopportabile d'orrore e dolore, abbiamo bisogno, senza ritardi, d'esser salvati! Se tu fossi un Dio geloso e acrimonioso, un Dio che tiene il rancore, un Dio vendicativo, un Dio solamente giusto, allora non daresti ascolto alla nostra preghiera. Perché tutto quello che gli uomini potevan farti di male, anche dopo la tua morte, e più dopo la tua morte che in vita, gli uomini l'hanno fatto; noi tutti, quello stesso che ti parla insieme agli altri, l'abbiamo fatto. Milioni di Giuda ti hanno baciato dopo averti venduto, e non per trenta denari soli, e neppure una volta sola; legioni di Farisei, sciami di Caifa ti hanno sentenziato malfattore, degno d'esser rinchiodato; e milioni di volte, col pensiero e la volontà, ti hanno crocifisso; e un'eterna canaia di fecciosi esaltati t'ha ricoperto il viso di saliva e di schiaffi; e gli staffieri, gli scaccini, i portinai, la gente d'arme degli ingiusti detentori d'argento e di potestà ti hanno frustato le spalle e insanguinata la fronte; e migliaia di Pilati, vestiti di nero o di vermiglio, e usciti appena dal bagno, profumati d'unguenti, ben pettinati e rasati, ti hanno consegnato migliaia di volte agl'impiccatori dopo averti riconosciuto innocente; e innumerevoli bocche flatulenti e vinose hanno chiesto innumerevoli volte la libertà dei ladri sediziosi, dei criminali confessi, degli assassini conosciuti, perché tu fossi innumerevoli volte trascinato sul Teschio e affisso all'albero con cavicchi di ferro fucinati dalla paura e ribattuti dall'odio".

Giovanni Papini

Postato da: giacabi a 09:08 | link | commenti
gesù, papini

lunedì, 29 dicembre 2008

Cristo, invece, è sempre vivo

***

Cesare ha fatto, ai suoi tempi, più rumore di Gesù; e Platone insegnava più scienza di Cristo. Ancora oggi si ragiona del primo e del secondo; ma chi si accalora per Cesare o contro Cesare? E dove sono oggi i platonisti e gli antiplatonisti?

Cristo, invece, è sempre vivo in noi. C'è ancora chi lo ama e chi lo odia. C'è una passione per la passione di Cristo e una per la sua distruzione. E l'accanirsi di tanti contro di Lui dice che non è ancora morto.

Giovanni Papini in Storia di Cristo

 

Postato da: giacabi a 20:07 | link | commenti
gesù, papini

Venite alla Capanna

***

G.L.Ferretti - A.Sparagna: (Litania) Venite alla Capanna

Postato da: giacabi a 19:41 | link | commenti
natale, ferretti

Svegliati, alzati!

***

Svegliati, alzati! All'alba la luce stessa di Dio viene a rompere il nostro sonno. Il sonno profondo di tutta la notte si rompe in un momento. Ma chi può spezzare le illusioni della sera? Come potrò togliere dall'animo l'involucro magico che il lavoro e le preoccupazioni del lungo giorno hanno gettato su di esso e condurlo in mezzo alla pace pura e tranquilla? Tutto il giorno, come un ragno, in diverse maniere, ci ha avvolto con reti molto vaste, una rete dopo l'altra. L'Onnipotente, l'Eterno è stato messo da parte. Tagliate tutte queste reti, come potrò risvegliare lo spirito in mezzo all'infinito? Svegliati, alzati!

 

Il giorno con lavori vari, con preoccupazioni ed attrazioni innumerevoli cerca di legarci stretti da tutte le parti: cerca di alzare un muro tra la mia anima e l'universo. Così, se noi non risvegliamo la nostra attenzione, se non usiamo questa formula magica: Svegliati, alzati... Se non risuona ogni momento questa voce dentro l'anima, in mezzo a tutte le mille vicende della giornata, un nodo dopo l'altro, un laccio dopo l'altro esse ci legheranno e ci renderanno insensibili. Allora non ci sarà alcuna forza di volontà che possa distoglierci dalla nostra inerzia.

 

Pensiamo che quanto ci lega da tutte le parti sia la verità e non avremo più fede nelle verità pure e passate, non ci passerà neppure per la mente di sospettare della nostra situazione. Perciò in mezzo al frastuono dei vari affari di ogni giorno si alzi dalle profondità del nostro animo, nello strumento che ha una sola corda, il richiamo: Svegliati, alzati!

 

 R. Tagore, scritti vari

da: http://www.atma-o-jibon.org/

Postato da: giacabi a 19:01 | link | commenti
tagore