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Eccomi

Utente: giacabi

chi sono
Sono un ex vagabondo che ha avuto la grazia, durante il suo vagabondare di incontrare degli amici di Gesù che gli hanno mostrato la Bellezza della vita, quello che il suo cuore da sempre cercava. Ora sono diventato un pellegrino con lo sguardo rivolto alla “Roccia splendente” anche se spesse volte riabbasso lo sguardo verso terra col rischio di perdermi in vicoli ciechi; ma appena rialzo la testa vedo gli amici e la meta, di nuovo la realtà riprende forma e colore.



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sabato, 31 gennaio 2009

L'umiltà della ragione

***

 

 

Da: padre Aldo TRENTO

 

Data: Mon, 26 Jan 2009 08:27:00 -0300

 

La bocca parla della pienezza del cuore. E davvero ho il cuore traboccante di gioia dopo l’esperienza con gli Zerbini, Alexander e Carlos del Gruppo Adulto di San Paolo e di Rio, due medici eccezionali che sono ripartiti dicendomi: “abbiamo visto il Paradiso e se dipendesse da noi verremmo qui a lavorare”. Alexander, pediatra, capo casa a San Paolo è il medico che ha incontrato gli Zerbini; Carlos, ginecologo professore universitario a Rio de Janeiro. Cleusa e Marcos sono voluti ritornare e ritorneranno in Maggio perché hanno come scoperto che il movimento è per tutti. Hanno visto il Vicepresidente della Repubblica venire a pregare e fare colazione con loro, un travestito infermo grave di AIDs fare la sua prima comunione, mendicanti chiedere da mangiare, barboni dormire nella parrocchia, vecchi abbandonati con una casa, bambini ammalati di AIDS o violentati o vittime di violenza avere una famiglia.Abbiamo visto che il movimento è per tutti. Siamo felici, ci sentiamo confortati”. Immaginatevi me…che vede questo popolo ogni giorno più, “soggetto”, protagonista di tutto, dall’economia all’assistenza…e che razza di amore. È davvero l’inizio di cosa vuol dire nuova evangelizzazione, un rapporto nuovo fra paesi sviluppati e sottosviluppati…l’inizio della fine dell’assistenzialismo. Vedere come 38 persone, la stragrande maggioranza universitari di San Paolo e Rio, molti impegnati con gli Zerbini hanno fatto 3000 km circa in corriera per vedere la clinica, la Riduzione di San Rafael e per tre giorni stare davanti a questo Avvenimento con gli occhi di “Marcellino”, è stato qualcosa di stravolgente. E manderò le loro testimonianze… perché possiate commuovervi con me. Domenica scorsa tutti insieme, con padre Julian de la Morena della San Carlo, responsabile dell’ARAL e del CLU di San Paolo con Alexander, abbiamo celebrato la S.Messa nella clinica con la cresima di Celeste e la prima comunione di Ruben (prima Gessica) che solo entrando nella clinica ha desiderato essere riconosciuto come un uomo e non come una donna. Non riesco a descrivere l’accaduto. Per tre giorni hanno visitato tutto e tutti i dettagli, chiedendo e noi chiedendo loro tutto, stabilendo una relazione di amicizia con loro per crescere assieme nella fede. Mai avevo visto da parte di nessuno tanta curiosità, passione, voglia di imparare. Sembravano bambini davanti al papà, cioè davanti ai segni inconfondibili della Presenza del Mistero. Siamo stati insieme tre giorni, ma 18-19 ore al giorno, senza mai stancarci. Non progetti, non domande economiche o di gestione, ma solo l’appassionante comunicazione di Cristo, della realtà. Guardando loro capivo perché nel Medioevo quando un re, un capo si convertiva tutto il popolo incontrava la fede. È quanto sta accadendo con loro e piano piano anche qui. Come vorrei che Gesù, la Madonna ci donassero quell’umiltà della ragione di cui parla Carron nello scritto prima di Natale per riconoscere in ciò che lui ci indica: i tratti inconfondibili del Mistero presente. Personalmente chiedo solo questo alla Madonna e solo questa posizione voglio per me ed i miei amici. Adesso corro solo lì dove mi viene indicata la vita, il segno presente del Mistero. A 62 anni ho poco tempo da perdere, il tempo si è fatto breve e sono stanco di discussioni, di problematiche sterili. Ho bisogno solo di amici, di compagni di cammino che mi accompagnino a prepararmi all’incontro definitivo con Cristo. Il futuro mi affascina perché è come se, vedendo il tempo che corre, volessi arrivare al capolinea avendo speso ogni respiro perché Gesù sia conosciuto ed amato, conosciuto ed amato da questo popolo che ogni giorno cresce in quantità e qualità. Che razza di avventura, amici: “sento un fuoco ardente nelle mie ossa che non riesco a contenere”. E per di più ho la certezza  più limpida del sole che quanto qui accade è tutto della Provvidenza e lei si incarica e si incaricherà di portare avanti tutto. Ma capite: ciò che c’è qui non è nato da me, ma da Lui…e quindi sono affari Suoi. A me, a noi, riconoscere e credere in Lui. Insomma quest’opera ha bisogno solo ed esclusivamente di santi. Cioè di peccatori per cui Cristo è tutto, dai capelli al portafoglio, alla sessualità, dal pensiero alla memoria, alla volontà, a tutto, proprio tutto.

 

Un abbraccio pieno di Cristo.

 

P.Aldo

 

Postato da: giacabi a 21:19 | link | commenti
ptrento

L’insaziabile desiderio

***

[hillesum.jpg] 

 

"Da ragazza, se mi piaceva un fiore, avrei voluto addirittura mangiarmelo. Ero troppo sensuale, vorrei dire troppo possessiva: provavo un desiderio fisico per le cose che mi piacevano, le volevo avere.

E' per questo che sentivo sempre quel doloroso insaziabile desiderio, quella nostalgia per un qualcosa che mi appariva irraggiungibile"..

Etty Hillesum, morta ad Auschwitz nel 1943

grazie ad: annina

Postato da: giacabi a 18:39 | link | commenti (1)
desiderio

Se la realtà non aderisce alla fede

***

 

« Se la realtà non aderisce alla fede,si alterano  tutti i termini dei  i rapporti .L'esempio che sempre bisogna fare e quello dell'affezione tra l'uomo e la donna, perche questo e l'esempio che Dio ha messo per primo nel mondo. Si altera il rapporto tra l'uomo e la donna: diventa egoismo invece che amore, negazione invece che affermazione, fragilità rinsecchita invece che creatività feconda, chiusura invece che apertura. Invece che spalancare le braccia ad abbracciare il mondo, si vuole ridurre l'abbraccio all'oggetto che piace, che ci e davanti, e così uno lancia le braccia -secondo il paragone dell' Eneide -e stringe il nulla, abbraccia e stringe il niente..»

Luigi Giussani, Si può vivere così, Ed. Rizzoli

Postato da: giacabi a 08:59 | link | commenti
fede, reale, giussani

venerdì, 30 gennaio 2009

L’uomo è uno straniero sulla terra

***


 

L’uomo è uno straniero sulla terra e la sua vita un viaggio scosso dalle tempeste.

Vincent Van Gogh

Van Gogh - Saintes-Maries-de-la-Mer 1888

Postato da: giacabi a 14:27 | link | commenti (3)
van gogh

giovedì, 29 gennaio 2009

A volte l'imprevisto succede..

***

per Elena

Postato da: giacabi a 22:06 | link | commenti
perle

Il lavoro

 

Chi lavora con le mani

è un operaio,

 

chi lavora con le mani e la testa

è un artigiano,

 

chi lavora con le mani, la testa e con il cuore

è un artista.

 

San Francesco D' Assisi?

Postato da: giacabi a 21:51 | link | commenti
sfrancesco

La nostra vita è come il cammino di un pellegrino

***

 

« La nostra vita è come il cammino di un pellegrino. Una volta vidi uno splendido dipinto, rappresentava un paesaggio di sera. Sulla destra, in lontananza, una fila di colline che sembravano blu nelle brume della sera. Al di sopra di quelle colline, lo splendore del tramonto, le nuvole grigie striate d'argento, d'oro e di porpora. Il paesaggio è una pianura coperta d'erba e d'erica, qua e là le cortecce bianche delle betulle con le foglie gialle perché è autunno. Attraverso il paesaggio scorre una strada che porta a un'alta montagna, molto, molto lontana e, sulla cima della montagna, una città su cui il sole al tramonto getta una luce di gloria. Sulla strada cammina un pellegrino, ha un bastone in mano. Egli sta camminando già da molto tempo ed è stanco. Incontra una donna, una figura in nero che fa pensare alle parole di San Paolo: "Anche se triste, tuttavia sempre lieta. Quest'angelo di Dio è stato messo lì per incoraggiare il pellegrino e per rispondere alle sue domande; e il pellegrino chiede: 'Questa strada è sempre in salita?'. E la risposta è : 'Sì, fino alla fine'. Il pellegrino chiede ancora: 'Il viaggio durerà tutto il giorno?'. E la risposta è: 'Da mattina fino a sera, amico mio '. E il pellegrino continua la sua strada, triste eppur sempre lieto.»

Vincent Van Gogh da un lettera a Theo

Postato da: giacabi a 14:49 | link | commenti
van gogh

Intravedere l’infinito

***

 

«Se si sente il bisogno di qualcosa di grandioso, di infinito, di qualcosa che ci faccia sentire la presenza di Dio, non c’è bisogno di andare lontano per trovarlo. Penso a volte di vedere qualcosa di più profondo e di infinito, di più eterno che nell'oceano, negli occhi di un bimbo, quando si sveglia al mattino, e ride, perché vede il sole che splende sulla sua culla

Vincent van Gogh Vincent Van Gogh da un lettera a Theo

Postato da: giacabi a 14:37 | link | commenti
van gogh

La realtà e l’astrazione

***

 

"Che cosa distrugge più in fretta che lavorare, pensare, sentire senza un'intima necessità, senza una scelta profondamente personale, senza gusto? Nulla corrode più profondamente, più intimamente di ogni dovere "impersonale", di ogni sacrificio dinanzi al Moloch dell'astrazione..."

F. Nietzsche

"Io non ho altro metodo, infatti, che obbedire a quello che accade, non ho nessuna pagina segreta nascosta, nessun filo diretto con lo Spirito Santo, ho quello che avete tutti: il reale, l'esperienza, quello che accade; una accanita lealtà con quello che accade.[...] E' la verifica della fede, la verifica di Cristo, non come astrazione, ma come intensità del vivere: si chiama centuplo. "

J. Carron

grazie a : nihilalieno.

Postato da: giacabi a 14:13 | link | commenti
reale, nietzsche, carron

mercoledì, 28 gennaio 2009

Innanzitutto ama l'uomo

***

 

Ragazzo mio, io non ho paura di morire.

Tuttavia, ogni tanto mentre lavoro

nella solitudine della notte,

ho un sussulto nel cuore,

saziarsi della vita,

figlio mio, è impossibile.

Non vivere su questa terra come un inquilino

Oppure in villeggiatura nella natura

Vivi in questo mondo

Come se fosse la casa di tuo padre

Credi al grano al mare alla terra

Ma soprattutto all'uomo.

Ama la nuvola la macchina il libro

Ma innanzitutto ama l'uomo

Senti la tristezza

Del ramo che si secca

Del pianeta che si spegne

Dell'animale infermo

Ma innanzitutto la tristezza dell'uomo

Che tutti i beni terrestri ti diano gioia

Che l'ombra e il chiaro ti diano gioia

Che le quattro stagioni ti diano gioia

Ma che soprattutto l'uomo ti dia gioia

 

Nazim Hikmet

Postato da: giacabi a 19:31 | link | commenti
amore

L’educazione

 ***

 

 Insegnare è facile come scagliare pietre dall'alto di un campanile. Mettere in pratica quello che si insegna invece è difficile come portare pietre in cima al campanile.

 

S. Serafino di Sarov

Postato da: giacabi a 18:53 | link | commenti
educazione

martedì, 27 gennaio 2009

Don Vittorione

 

***

suoi pensieri

“I poveri attendono il nostro aiuto. Non possiamo far finta di niente. Oppure perderci in discorsi inutili. La merce viene caricata direttamente sui nostri camion e portata dal nostri volontari, non senza rischio, nei luoghi di bisogno”

 

Occorre sempre perdonare. Guardiamo sempre al momento finale della nostra vita, quando davanti al Cristo nessuno potrà barare

 

Chi ha fame, ha fame subito. I poveri hanno una sola libertà, quella di morire quando vogliono, tanto la loro morte non farà mai notizia sul giornale. Non possiamo proporre loro dei progetti, non possiamo dare loro delle belle parole, dobbiamo essere invece credibili con i fatti, con l'immediatezza e con il rispetto, dando loro non solo un pugno di farina di posho, ma anche qualche cosa di più, perché è oltremodo vergognoso per noi dalla pelle bianca che siamo sazi e che ci concediamo tutto, proprio mentre ci interpellano, dare solo il superfluo, o magari distruggerlo per tenere alti i nostri guadagni”

(dal discorso della prima Messa - Varese, 15 settembre 1984)

 

”Le organizzazioni internazionali danno cibo in cambio di lavoro. Ma i vecchi, i bambini, gli inabili che non possono lavorare, cosa mangiano?

Chi ha fame ha fame subito. Dopo averli sfamati, si può pensare ad altro. Ma la fame è un problema bruciante”

 

”I poveri non ti vengono a cercare. Sono nascosti, devi essere tu ad andarli a cercare. Chi si può fermare? La carità di Cristo ci chiama. Amici, io non mi fermo: i nostri comuni amici del Karamoja aspettano. Chi ferma la carità ferma il Vangelo. Ferma Gesù”

 

I poveri sono i miei padroni. L’ecumenismo noi lo pratichiamo con i fatti e la carità

 

”C’è chi non ha più fame perché è sazio e chi ricusa il cibo perché non ha più stimolo della fame”

 

”Gli umili, quelli che non contano, sono sempre i primi a recepire i messaggi divini, e senza discutere e senza indugio si muovono sempre verso il bambino”

 

La staticità, il benessere, l'egoismo, la sete di denaro, sono spesso prerogative dei nostri tempi che fermano, ostacolano il nostro cammino di bene”

Postato da: giacabi a 21:38 | link | commenti
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